IL PARCO DELLA VETTA PIÙ ALTA DEL MERIDIONE
Nella
parte meridionale della Basilicata è presente il Parco Nazionale del Pollino.
Il
Parco Nazionale del Pollino è un’area protetta di circa 192.565 ettari posta a
cavallo tra la Basilicata e la Calabria. Esso è formato dai massicci del
Pollino e dell’Orsomarso e la sua catena montuosa appartiene all’Appennino
Meridionale, vantando le vette più alte dell’Italia meridionale.
L’area
naturale presenta gole molto profonde, dirupi, rocce dolomitiche, grotte
carsiche, pianori e accumuli morenici.
Grazie
ai numerosi studi, dibattiti, progetti e piani, il Parco è l’area più protetta
in Italia, la quale vanta anche diversi appellativi: parco di carta,
parco-accademia, parco-telenovela, parco-filosofale e parco di Penelope.
Nel
Parco del Pollino sono presenti numerosi e interessanti sono i fossili. Tra
questi spiccano le Rudiste che sono dei molluschi marini vissuti 60 milioni di
anni fa, mentre nella valle del Mercure è stato trovato lo scheletro di un
elefante (elephas antiquus italicus).
FLORA E FAUNA
Ai diversi ambienti naturali e alle variazioni climatiche
corrisponde una grande varietà di specie botaniche. Nelle zone più aride la
formazione vegetale più diffusa è la gariga; fino ai 700-800 m prevale la macchia mediterranea, con la
presenza di lentisco, ginepro, mirto, corbezzolo e ginestra. Oltre gli 800 m crescono l'ontano napoletano, la roverella, il cerro, il castagno, varie specie
di acero e il pino nero, quest'ultimo, in particolare, sul versante meridionale
del massiccio. Il simbolo del parco è il pino loricato, una pianta endemica
grande e contorta, residuo delle glaciazioni del Quaternario: nell'area se ne
contano alcuni esemplari millenari. Vivono nel parco il lupo, il gatto selvatico, il capriolo (presente soprattutto sui monti dell'Orsomarso
come specie autoctona), il cinghiale, la martora, il driomio (piccolo roditore che vive anche sull'Aspromonte e
nelle Alpi Orientali) e, presso i torrenti, la lontra. L'aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale, il capovaccaio e il nibbio reale sono i rapaci più rappresentativi. Tra gli anfibi, infine, si
ricordano il tritone crestato, l'ululone dal ventre giallo e la salamandrina dagli occhiali.
I FIUMI PRESENTI NEL PARCO
I fiumi che attraversano il Parco sono sei e sono:
torrentizio che nasce dalla cima della Serra
Giumenta e sfocia nel Mar Ionio. Il suo percorso è lungo 97 km.
· Il
Lao, anch’esso di carattere torrentizio, nasce dalla cima della Serra del Prete
e
sfocia nel Mar Tirreno nel comune calabro
di Scalea. Il fiume è lungo 64 km
· Il
Coscile, corso d'acqua che nasce dalle cime del Massiccio Del Pollino e sfocia nel fiume
Crati. Esso ha un percorso di circa 49 km.
· L’Esaro,
che appartiene alla zona occidentale della Calabria, nasce dai massicci del
monte Petricelle e del monte La Caccia e sfocia nel mar Ionio. Il suo corso
d’acqua è lungo 44 km.
· Il
Sarmento, che nasce sui Monti della Duglia e sfocia nel fiume Sinni. Il suo
percorso è di circa 20 km.
· L’Abatemarco,
fiume lungo circa 20 km e nasce dai monti di Orsomarso e sfocia nel mar Tirreno
nella città calabrese di Santa Maria del Cedro.
LE
ESCURSIONI NEL PARCO
All’interno del parco si posso compiere
delle bellissime escursioni su vari percorsi. I percorsi sono quattro e sono i
seguenti:
· Percorso
1: il primo percorso parte da Fosso Jannace e arriva al Santuario della Madonna
del Pollino, passando per il Giardino degli Dei e il crinale della Serra di
Crispo, dalla quale i turisti possono osservare la costa Jonica e altre zone
della Basilicata. Durante questo percorso si possono ammirare panorami selvaggi
ed esemplari di Abete Bianco e di Acero.
· Percorso
2: il secondo percorso ha inizio dal Colle dell’Impiso fino ad arrivare al
Monte Pollino. Suddetto percorso attraversa una faggeta distrutta nel 193 da
una valanga e dei costoni rocciosi ricchi di Pini Loricati.
· Percorso
3: il terzo percorso parte da Piano Ruggio e, attraversando il pianoro,
si
arriva a Belvedere del Malvento. In questo percorso si raggiunge la quota dei
2000 mt e, raggiungendo la vetta della montagna si possono avvistare paesaggi
stupendi della Calabria.
· Percorso
4: il quarto percorso ha inizio da Colle dell’Impiso e si procede verso i Piani
di Pollino. Il percorso è caratterizzato da spettacolari fioriture e,
procedendo verso il Sella Dolcedorme si può imboccare il sentiero che porta
alla vetta dell’Appennino Meridionale.
Altre
escursioni da fare sono nelle città di Maratea, famosa per il suo paesaggio e
per il Cristo Redentore posto sul monte San Biagio, oppure nel paese-presepe di
Morano Calabro.
I SENTIERI
I
sentieri si dividono in quelli sul versante lucano e quelli sul versante
calabro.
L’unica
cosa in comune che hanno i due versanti sono il numero di sentieri: 17 sentieri
ciascuno.
COME RAGGIUNGERE IL PARCO
Per arrivare al Parco con l’auto è facilissimo. Bisogna
raggiungere e percorrere l’Autostrada Salerno-Reggio Calabria e uscire allo
svincolo per Lauria Sud, Laino o Campotenese e
proseguire per Rotonda. Altre
indicazioni forniscono percorsi più lunghi ma questa è la via più indicata e
più comoda per arrivare al Parco. Per chi viaggia in autobus, può usufruire
delle numerose autolinee che si fermano a poca distanza da Rotonda, mentre chi
desidera viaggiare in treno è bene sapere che la stazione ferroviaria più
vicina è quella di Sapri (Sa).
COSA VEDERE NEL PARCO
I borghi presenti nel Parco sono:
· Valsinni,
antico borgo che si concentra intorno all’omonimo castello
· Rotonda,
con il suo allettante museo paleontologico
· San
Severino Lucano, colmo di storia dove è presente il Santuario della Madonna del
Pollino
· Laino
Borgo, fantastico paesino famoso per il rafting e le sue cappelle
· Castrovillari,
città aragonese fondata attorno al castello
· Papasidero,
borgo molto famoso per la Chiesa di Santa Maria




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